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VAMPS - Underworld (Recensione)
Date: 2017.08.17
 CD 
Artista:   VAMPS   HYDE  
 
I VAMPS hanno lavorato duro per farsi un nome nel recente passato. E ci sono riusciti alla grande, visto il successo del tour Americano di due anni fa insieme ai Sixx:A.M., la band di Nikki Sixx dei Mothley Crue. E si sono anche rifatti con uno show molto ben recensito al prestigioso satanico Blackest al Black Festival di Maggio di quest'anno.

Il nuovo album dei VAMPS, Underworld, uscito in Aprile è il risultato della loro maturazione avvenuta negli anni.


Underworld: la title-track. Inizio su un ritmo lento, che viene mantenuto anche nel resto della canzone, senza però annoiare mai. Un po' come se stessero affilando l'ascia per prepararvi al seguito del disco.
In questo brano accadono molte cose, in termini di ritmo, contrasti tra chitarra e batteria e arrangiamenti complicati uniti alla voce meditativa di Hyde. E tutto ciò la rende molto interessante.


Calling: La controversa scelta di caricare il video di questa canzone sul canale Youtube di Loudwire ha fatto arrabbiare i metallari più selettivi. Ma non poteva esser fatta una scelta migliore: è una canzone in cui si può sia ballare che fare headbangin', grazie anche al potente synth-drum.
Fun Fact: questa canzone è stata il risultato della collaborazione tra VAMPS e Chris dei Motionless in White (collaborazione che ha prodotto anche il brano "Inside of me").

Break Free: Qui la voce di Hyde inizia a borbottare un po', ma mai al punto di non capire le parole. È sicuramente una cosa particolare che favorisce il pezzo. Nonostante Hyde non sia di madrelingua inglese, la sua pronuncia in questo album è eccellente.
Anche qui un synth drum potente e accattivante.

Don't Hold Back: Finora ogni canzone è stata moderata, in termini di tempo. Qua invece, è come se Hyde ti prendesse per la faccia e iniziasse a schiaffeggiarti. Ma anche qui non mancano i momenti riflessivi. Forse sarebbe stato meglio se il testo fosse stato più semplice, in modo da scorrere meglio con la musica. Ma ormai è andata. Sarà divertente sentirla ai live.

Bleed for Me: Torniamo ai pezzi lenti e focosi. Definizione ideale per descrivere questa canzone (e tutto l'album, così su due piedi). È il brano perfetto per una spogliarellista. La melodia del testo scivola sulla musica come un serpente. Una vera "sexy-track", accompagnata comunque da qualche pezzo più ruvido della voce di Hyde, che completa sorprendentemente il resto della canzone.

In this Hell: l'apertura di questa canzone fa pensare a scene di Blade Runner, o di qualche altro thriller fantascientifico degli anni '80. Quel tipo di atmosfera elettrica, unita ad uno stato d'animo equilibrato che rende il tutto molto rilassante. Ottimo pezzo, ma per come è partito l'album, forse qui stava meglio un brano più aggressivo.


Rise or Die: Finalmente qualcosa di più veloce si risveglia da questi tempi lenti. Forse finora erano solo le fondamenta per un qualcosa di più duro che viene dopo. A questa traccia ha lavorato anche Richard Z. Kruspe dei Rammstein. È una delle canzoni più potenti dell'album (Sarà merito di Richard?)


Sin in Justice: la canzone con gli Apocalyptica. Forse la migliore di tutto l'album, se mi consentite di dirlo. Perfetta combinazione di testi melodrammatici e il triste cello dei nordeuropei magistralmente intessuto all'interno di questa quasi-ballad.

B.Y.O.B.: Sigla che sta per Bring Your Own Blood (che sinceramente, resa così pare uno di quei titoli da boyband degli anni '90).
Sembra quasi che i VAMPS abbiano voluto tenere tutti i pezzi più cattivi per il finale. La voce di Hyde qui non incespica mai. Canzone super e devastante.

Rise Up: Classico pezzo hard-rock della vecchia scuola dei Mothley Crue. So che l'ho già detto di un'altra canzone, ma forse ANCHE questa potrebbe essere considerata la migliore del disco.

Non molte band asiatiche hanno sfondato nel mercato nordamericano come i VAMPS. E a questi livelli forse solo loro e gli X Japan. Ciò li fa finire direttamente sul podio delle band Giapponesi più conosciute in occidente. E se vi piace il metal "all'occidentale", loro sono un must.

autore: Roberto
last update: 2017-08-17